Medea in sartoria

Medea in sartoria
Medea in Sartoria
alla Festa del Cinema di Roma
Domenica 16 Ottobre, ore 15.30
Sala Auditorium, Museo Maxxi
(via Guido Reni, 4 A- Roma)
Si rinnova la collaborazione tra la Fondazione Cinema per Roma e Le Donne del Muro Alto. Anche quest’anno la compagnia di attrici ex detenute e ammesse alle misure alternative alla detenzione della Casa Circondariale Femminile di Roma Rebibbia dirette dalla regista Francesca Tricarico saranno presenti alla Festa del Cinema di Roma presso la sala Auditorium del Museo Maxxi.
In occasione dei 100 anni dalla nascita di P. Pasolini Le Donne del Muro Alto hanno deciso di realizzare una personale rivisitazione tra il serio e il faceto del mito di Medea. Due sarte impiegate in una sartoria clandestina, tra bottoni e colletti si interrogano sulle stranezze e la misteriosa vita della nuova collega arrivata dalla Romania con il suo bambino. I sogni, le speranze, le paure, il razzismo, la voglia di riscatto e nel medesimo tempo la rassegnazione ad un destino che sembra immutabile si confondono in un confronto ironico e amaro, che svela quanto di ognuna ci sia nell’altra. Tre donne apparentemente immobili alle loro macchine da cucire viaggiano tra Pasolini, Euripide e Christa Wolf alla ricerca di Medea e di sé, tra la voglia di denunciare e la paura di scegliere.
Domenica 16 Ottobre Le Donne del Muro Alto alla Festa del Cinema di Roma , che per prima le ha ospitate fuori le mura carcerarie nelle precedenti edizioni, tornano con l’anteprima di Medea in Sartoria, realizzato con il sostegno delle Officine di Teatro Sociale della Regione Lazio. Un percorso iniziato in carcere, che dal 2020 prosegue anche all’esterno offrendo a queste donne l’opportunità di lavorare e abbattere lo stigma sociale legato alla detenzione e ancor più alla detenzione femminile.

«Siamo alla seconda tournée fuori le mura carcerarie – spiega Francesca Tricarico, regista e coordinatrice del progetto – felici che parta proprio dalla festa del Cinema di Roma, che per prima ha creduto in noi, nel valore artistico e sociale del nostro lavoro. Abbiamo riflettuto molto su cosa portare in scena in questo secondo anno di attività da donne libere o semilibere, su cosa abbiamo necessità di raccontare da quando sbarre e cancelli hanno smesso di fare da contenitore alle nostre prove. Sbarre che non sono mai realmente svanite poiché ci siamo ritrovate a lavorare a volte chiuse in serrature forse ancora più difficili da aprire. Il ritorno nella società civile non è mai semplice per chi ha vissuto un’esperienza detentiva, ancor di più per una donna che paga la pena due volte, per aver compiuto il reato e per essere stata una donna ad averlo compiuto, e con lei molto spesso pagano i figli. Il teatro rappresenta uno strumento fondamentale per fronteggiare l’isolamento, la marginalità socioculturale e acquisire competenze e abilità che possono sostenere il rientro nel mondo del lavoro e quindi prevenire la recidiva. Per noi oggi è un lavoro e un’occasione di riscatto dentro e fuori le mura carcerarie.

Medea in Sartoria
Scritto e diretto da Francesca Tricarico
Con le Donne del muro alto
Costumi Marina Sciarelli
Scenografie Paola Casttrignanò
Foto di Scena Maki Simeoni
Organizzazione Chiara BorsellaProdotto da Per Ananke con il sostegno delle Officine di Teatro Sociale della Regione Lazio e la partecipazione degli studenti del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Roma Tre, coordinati dalla professoressa Elena Zizioli, che hanno partecipato con le attrici al laboratorio teatrale e all’allestimento degli spettacoli.

Ingresso libero sino ad esaurimento posti!
PRENOTATI