Decennale

DECENNALE LE DONNE DEL MURO ALTO

Un evento speciale per celebrare dieci anni di teatro e giustizia sociale

Nel novembre 2023, l'Associazione Per Ananke ha celebrato i dieci anni del progetto teatrale dentro e fuori le mura detentive, Le Donne del Muro Alto, con un evento speciale che ha unito istituzioni, artisti e società civile in una riflessione profonda sul valore del teatro come strumento di emancipazione, giustizia sociale e reinserimento.

Nato nel 2013 da un'idea della regista Francesca Tricarico con lo scopo di portare il teatro nelle carceri, il progetto ha dimostrato in un decennio di attività come l'arte possa diventare una concreta opportunità di formazione, inclusione e riscatto per le donne detenute, per quelle ammesse alle misure alternative e per donne ex detenute.

Come ha ricordato Francesca Tricarico durante le celebrazioni: "Sono passati più di dieci anni da quel primo ingresso nel carcere femminile di Rebibbia. Quanto quel luogo ci racconta della società in cui viviamo? Il carcere è una grande lente di ingrandimento sull'uomo e la società, dove le donne più degli uomini pagano lo stigma sociale della detenzione. In questi dieci anni la realtà de Le Donne del Muro Alto è cresciuta, divenendo un vero e proprio percorso di accompagnamento al ritorno nella società civile e, per le donne coinvolte, una concreta possibilità di formazione oltre che un'occasione lavorativa regolarmente retribuita".

Le celebrazioni sono iniziate domenica 22 ottobre 2023 in occasione della Festa del Cinema di Roma, presso l'Auditorium del MAXXI – Museo delle Arti del XXI secolo, dove sono state presentate le attività del decennale e, in anteprima, la nuova rappresentazione dello spettacolo Olympe de Gouges.

Il cuore delle celebrazioni si è svolto il 9 e 10 novembre 2023 al Teatro India di Roma, con una due giorni di eventi che ha visto la messa in scena dello spettacolo Olympe de Gouges, preceduta ogni giorno da incontri con istituzioni e personaggi della società civile.

Questi incontri hanno messo l'accento sulla cultura come strumento di emancipazione e hanno offerto l'occasione per raccontare un mondo che resta, ancora oggi, quasi del tutto sconosciuto.

Per celebrare i dieci anni di attività è stato scelto come spettacolo rappresentativo Olympe de Gouges, tratto dal romanzo La donna che visse per un sogno di Maria Rosa Cutrufelli. La scelta non è stata casuale: Olympe parla di giustizia, di diritti, di donne e di Costituzione, ed è ambientato negli ultimi mesi di vita della protagonista, trascorsi in carcere.

Nato da un primo studio realizzato nel 2015 all'interno del carcere femminile di Rebibbia, lo spettacolo racconta gli ultimi mesi di vita di Olympe de Gouges (1748-1793), drammaturga e attivista francese che durante la Rivoluzione dedicò la sua esistenza e le sue opere ai diritti delle donne, ma anche dei neri, degli orfani, degli anziani, dei disoccupati, dei poveri. Il racconto segue i giorni trascorsi in carcere fino al processo che si concluse con l'esecuzione alla ghigliottina della protagonista, e rappresenta un potente invito a riflettere sui pericoli della censura, della negazione della libertà individuale e sull'importanza della cultura come arma di difesa contro le ingiustizie sociali.