Le Donne del Muro Alto

Nato nel 2013 da un’idea di Francesca Tricarico, regista e responsabile di tutte le attività di teatro e carcere dell’Associazione Per Ananke, Le Donne del Muro Alto si svolge all’interno della Casa Circondariale Femminile di Roma Rebibbia, estendendosi poi ad altri istituti penitenziari, come la sezione femminile della Casa Circondariale di Latina e la sezione Transgender di Rebibbia Nuovo Complesso.
Dal 2020, le attività hanno raggiunto anche l’esterno, coinvolgendo donne ex detenute e ammesse alle misure alternative, accompagnandole nella delicata fase di reinserimento nella società.

Il progetto ha dato vita alla prima compagnia teatrale stabile italiana composta da attrici ex detenute, un traguardo che offre concrete possibilità di inclusione sociale e lavorativa attraverso il teatro e il cinema.

Nel 2025 Francesca Tricarico ha ricevuto il Premio Internazionale De Sanctis per i diritti umani per il progetto Le Donne del Muro Alto, celebrando l'importanza del lavoro svolto in questi anni.

Per Ananke è stata la prima e unica associazione a realizzare laboratori teatrali e spettacoli aperti al pubblico nella sezione alta sicurezza del carcere Femminile di Rebibbia, abbattendo muri fisici e culturali e dimostrando che l'arte è un potente strumento di trasformazione.

Le Donne del Muro Alto è un progetto di formazione, inclusione ed educazione alla legalità che lavora su più fronti. Dentro e fuori le carceri, offre formazione teatrale attraverso attività artistico-culturali, organizzative e produttive, con opportunità di lavoro regolarmente retribuite.

Il teatro diventa strumento per migliorare il benessere delle partecipanti e acquisire competenze utili anche oltre l’ambito teatrale. Il progetto ha tra i suoi obiettivi la riduzione della recidiva, l’accompagnamento delle donne nel reinserimento sociale e l’offerta a studenti e pubblico di un’occasione di educazione alla legalità e di riflessione sullo stigma legato alla detenzione, che colpisce le donne più degli uomini.
Il progetto realizza laboratori teatrali e produzioni che vanno in scena sia nelle carceri sia in prestigiosi teatri e istituzioni. Dal 2018 gli spettacoli sono presenti alla Festa del Cinema di Roma, nella sezione ‘La Festa per il Sociale’, e hanno calcato i palcoscenici del Teatro India, Teatro Palladium, Teatro Vittoria, Corte Suprema di Cassazione, Camera dei Deputati, oltre a università come Roma Tre, Luiss e Siena e numerose scuole.
Le produzioni coinvolgono attrici detenute ed ex detenute insieme a studenti del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre, futuri educatori nelle carceri, creando occasioni di formazione integrata e abbattimento dei pregiudizi.

Nel 2021 si è tenuta la prima tournée teatrale fuori dalle carceri con lo spettacolo Ramona e Giulietta, formando e retribuendo le donne coinvolte come attrici e nei ruoli di produzione. Da allora le tournée sono proseguite con Olympe e Medea in sartoria, portando le attrici nei grandi e piccoli teatri, in luoghi istituzionali e nelle matinée per le scuole.

Particolarmente significativa è stata la tournée nelle carceri del 2024–2025, durante la quale le attrici sono tornate da donne libere per fare teatro. Il momento più toccante è stata la rappresentazione di Ramona e Giulietta a Rebibbia Femminile, dove avevano scontato la pena: un ritorno potente, testimonianza di riscatto e della forza emancipativa dell’arte.

La formazione si amplia includendo altri mestieri del teatro: sartoria teatrale, scenografia, produzione (dalla segreteria alla distribuzione) e comunicazione. Competenze spendibili anche fuori dall'ambito teatrale, per aumentare le possibilità di inserimento lavorativo.

Nel 2025 il progetto ha raggiunto un traguardo importante nel cinema: cinque attrici della compagnia hanno partecipato al film di Martone Fuori come professioniste, 80 donne detenute hanno recitato come comparse e Francesca Tricarico ha collaborato alla produzione. Un riconoscimento del valore artistico e professionale raggiunto dalle donne del progetto.

Dopo oltre dieci anni, Le Donne del Muro Alto è diventato un vero percorso di accompagnamento al ritorno nella società. Per molte donne rappresenta oggi una concreta possibilità di formazione, un'occasione lavorativa retribuita e un prezioso strumento di inclusione sociale.

La cultura come mezzo di emancipazione, il teatro come strumento di dignità e riscatto: questa è la missione de Le Donne del Muro Alto.

Versione breve vediamo insieme quale usare: Le Donne del Muro Alto

Nato nel 2013 da un'idea di Francesca Tricarico, Le Donne del Muro Alto è un progetto di teatro e carcere che ha dato vita alla prima compagnia teatrale stabile italiana composta da attrici ex detenute. Il teatro diventa qui strumento concreto di inclusione sociale e lavorativa: le donne vengono regolarmente retribuite e acquisiscono competenze spendibili oltre l'ambito teatrale, dalla sartoria alla scenografia, dalla produzione alla comunicazione. Nel 2025 Francesca Tricarico ha ricevuto il Premio Internazionale De Sanctis per i diritti umani per questo progetto.

Dal 2013 a oggi sono stati prodotti 10 spettacoli all'interno delle carceri e 4 spettacoli fuori dalle mura detentive, rappresentati in prestigiosi teatri come il Teatro India, il Teatro Vittoria, la Corte Suprema di Cassazione, la Camera dei Deputati e alla Festa del Cinema di Roma.

Il progetto si svolge nella Casa Circondariale Femminile di Roma Rebibbia, ed esteso anche alla Casa Circondariale Femminile di Latina e nella sezione Transgender di Rebibbia Nuovo Complesso. Dal 2020 coinvolge anche donne ex detenute e ammesse alle misure alternative, accompagnandole nel reinserimento sociale.

Per Ananke è stata la prima e unica associazione a realizzare laboratori teatrali e spettacoli aperti al pubblico nella sezione alta sicurezza del carcere Femminile di Rebibbia.

Nel 2025, cinque attrici della compagnia hanno partecipato al film di Martone Fuori come professioniste, insieme a 80 donne detenute come comparse.

La cultura come mezzo di emancipazione, il teatro come strumento di dignità e riscatto.