Per Ananke
L'associazione Per Ananke nasce nel 2007 a Pomezia, in provincia di Roma, dall'intuizione di Francesca Tricarico, regista e drammaturga che crede fermamente nel potere trasformativo del teatro. Fin dall'inizio, la scelta è chiara: portare il teatro anche nei luoghi della fragilità e dell'esclusione sociale.
I primi passi dell'associazione si muovono nei centri per la salute mentale delle ASL di Roma e Latina, nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle università, persino al Consiglio di Stato con laboratori teatrali per i dipendenti. Ma è dal 2010 che inizia il viaggio più significativo: quello nelle carceri.
Nel 2013 nasce Le Donne del Muro Alto. L'attività teatrale negli istituti di pena diventa il cuore pulsante di Per Ananke, trasformando il teatro in ambito sociale in uno strumento concreto di emancipazione, formazione, inclusione sociale e lavorativa.
Prima nella Casa Circondariale Femminile di Rebibbia a Roma, poi nella Casa Circondariale di Latina, nella sezione Transgender di Rebibbia Nuovo Complesso, e infine, dal 2025, nella Casa Circondariale di Regina Coeli con la nuova compagnia Gli Uomini del Muro Alto.
Ma c'è un traguardo che fa la storia: Per Ananke è stata la prima e unica associazione a realizzare laboratori teatrali e spettacoli aperti al pubblico nella sezione Alta Sicurezza del carcere Femminile di Rebibbia. Porte mai varcate prima che si sono aperte, dimostrando che il teatro può davvero abbattere qualsiasi muro, anche i più invalicabili.
Dal 2020, Le Donne del Muro Alto non si ferma alle mura del carcere. Il progetto accompagna le donne anche fuori, nella delicata e spesso solitaria fase post-detentiva, con attrici ex detenute e ammesse alle misure alternative alla detenzione.
Non è solo teatro: è un vero e proprio percorso di reinserimento che passa attraverso formazione teatrale professionale, spettacoli retribuiti, opportunità lavorative concrete. Un accompagnamento costante in quel momento complesso e fragile del ritorno nella società civile, troppo spesso lasciato senza sostegno dalle istituzioni.
Il risultato? Le Donne del Muro Alto è oggi l'unica compagnia stabile di attrici ex detenute in Italia, un modello tutto al femminile di inclusione sociale e lavorativa importante nel nostro Paese.
Dal 2018, gli spettacoli del progetto sono protagonisti alla Festa del Cinema di Roma nella sezione "La Festa per il Sociale", grazie alla collaborazione con la Fondazione Cinema per Roma. Le produzioni hanno calcato i palcoscenici più prestigiosi: il Teatro India, il Teatro Vittoria, la Camera dei Deputati, la Corte Suprema di Cassazione e presto l'Auditorium Parco della Musica.
Nel 2025, la compagnia ha collaborato al film Fuori di Mario Martone, in concorso per la Palma d’oro al Festival di Cannes e vincitore di tre Nastri d’Argento. Parte delle attrici della compagnia hanno recitato nel film e la regista ha collaborato alla realizzazione delle scene girate all’interno del carcere femminile di Rebibbia, costruendo un ponte straordinario tra cinema e realtà carceraria.
Dal 2021, Per Ananke collabora stabilmente con il Dipartimento di Scienze della Formazione dell'Università Roma Tre, realizzando laboratori teatrali integrati con i futuri educatori nelle carceri e le attrici ex detenute. Uno spazio di incontro e confronto unico, dove chi studia per lavorare nelle carceri incontra chi quella esperienza l'ha vissuta sulla propria pelle.
Le matinée per le scuole coinvolgono oltre 1500 studenti ogni anno, in un percorso di educazione alla legalità che passa attraverso l'emozione del teatro e la forza delle testimonianze dirette.
Nel 2024, per la prima volta, le attrici della compagnia sono tornate negli istituti penitenziari del Lazio come donne libere, portando in scena lo spettacolo Olympe per la popolazione reclusa. Nel 2025, sono tornate a recitare a Rebibbia Femminile, dove avevano scontato la loro pena: un momento di profonda testimonianza per la popolazione detenuta, per il personale dell’istituto e per loro stesse.
Un ritorno simbolico e potente, che testimonia la forza del teatro come strumento di emancipazione e cambiamento. Non più detenute, ma artiste.
Nel 2025, Francesca Tricarico ha ricevuto il Premio Internazionale De Sanctis per i diritti umani "per aver promosso formazione, inclusione ed educazione alla legalità attraverso il teatro in carcere". Un riconoscimento che celebra oltre dieci anni di lavoro instancabile e appassionato.
Per Ananke promuove la cultura come mezzo di emancipazione e riduzione della recidiva, e il teatro come strumento per abbattere lo stigma della detenzione, che colpisce le donne più degli uomini.
