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OLYMPE

OLYMPE DE GOUGES

QUANDO SI INIZIA A TAGLIARE I PENSIERI SI FINISCE CON IL TAGLIARE LE TESTE

Drammaturgia e regia di Francesca Tricarico

“Non c’è bisogno di essere colpevoli per provare vergogna. L’insulto più grande alla libertà è credere di non avere scelta. Se vuoi essere libero prenditi il coraggio, l’onore, la responsabilità di scegliere perché è scandaloso morire senza aver mai scelto. Il dono più grande che si può fare a se stessi è permettersi di scegliere”.

Cinque donne in scena, appartenenti alla sezione Alta Sicurezza, la “più chiusa” di tutta Rebibbia Femminile, decidono di interrogarsi sul significato della parola bene comune, costituzione, diritti, censura, libertà. Attraverso la storia di una donna, Olympe de Gouges, che ha cercato fino alla ghigliottina di ricordare ai francesi come la loro “Libertà, uguaglianza, fraternità” fosse privilegio esclusivamente maschile, invocando nella sua Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina l’uguaglianza giuridica e legale delle donne in rapporto agli uomini.

Solo due celle in scena per raccontare i dubbi, le paure, la forza di Olympe e delle attrici. Il desiderio, la necessità di raccontare così forte da vincere ogni timore e ogni difficoltà. La cella di Olympe, dove vive gli ultimi istanti della sua vita e si interroga sulla sua fame di giustizia e verità, da dove nasce e perché è la sua domanda ricorrente.L’altra, rumorosa e vivace, con sua nuora e le sue compagne di detenzione. Donne di estrazione sociale differente che non sanno più se è meglio stare in carcere o fuori, in una società timorosa anche della sua stessa ombra.

Questa è la prima versione dello spettacolo Olympe, realizzata nella sezione Alta Sicurezza di Rebibbia Femminile e poi ripresa nel 2023 all’esterno con la compagnia di attrici ex detenute. È diventato lo spettacolo simbolo della compagnia, con il quale si è festeggiato anche il decennale de Le Donne del Muro Alto.

Con le attrici della sezione Alta Sicurezza della casa circondariale Femminile di Rebibbia   Annalisa, Ilenia, Stefania M., Stefania I., Teresa

Aiuto regia Noemi Fabbi e Chiara Borsella

Musiche Eleonora Vulpiani

Disegno Luci Roberto Pozzebon

Una produzione dell’associazione Per Ananke “Officine Teatro Sociale Regione Lazio 2014/2016”.

Note di regia

Questo spettacolo utilizza tutte le costrizioni e i limiti del carcere per indagare le costrizioni e i limiti fuori dal carcere.

Nella sezione Alta Sicurezza della casa circondariale Femminile di Rebibbia ho trovato una realtà completamente diversa da quella maschile. Un approccio alla vita, alla detenzione, allo studio e alla cultura differente. Una fame di sapere, di apprendere, di essere partecipi ad ogni fase del processo creativo straordinaria. Desiderio di dimostrare prima a se stesse e poi al mondo che le circonda, dentro e fuori le mura, la capacità di superare i propri limiti, di riscattarsi, di scoprire nuove risorse. Questo secondo spettacolo della compagnia è frutto di un’estate di ricerche nella biblioteca del carcere, di analisi di numerosi testi e scrittura del copione tutte insieme. Un’attività che nasce dalla voglia di dimostrare la forza e la potenza di un lavoro di gruppo tutto al femminile, dove l’ascolto e la condivisione sono strumenti preziosi per il lavoro in teatro ma non solo, in luogo complesso e alienante come quello carcerario. Grinta, volontà di affermarsi, di esprimersi, di raccontarsi protette dal palcoscenico, di studiare, di analizzare ogni singolo elemento del lavoro rendono questa attività straordinaria nella sua ricerca di verità e professionalità, di lavoro su di e sulle compagne di viaggio a Rebibbia.

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A Natale scegli un regalo originale e solidale

A Natale scegli un regalo originale e solidale!

Olympe con Le Donne del Muro Alto

Regala (o regalati) un biglietto per 𝑶𝒍𝒚𝒎𝒑𝒆, lo spettacolo con 𝐋𝐞 𝐃𝐨𝐧𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐮𝐫𝐨 𝐀𝐥𝐭𝐨, compagnia stabile di attrici ex detenute.

𝐀𝐜𝐪𝐮𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐪𝐮𝐢

𝑶𝒍𝒚𝒎𝒑𝒆 racconta il coraggio rivoluzionario di Olympe de Gouges, una storia di uguaglianza, diritti e libertà.

Domenica 25 gennaio 2026 – ore 18.00

Roma, Sala Petrassi – 𝐀𝐮𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐮𝐦 𝐏𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐌𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚 𝐄𝐧𝐧𝐢𝐨 𝐌𝐨𝐫𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐞

𝐋𝐞 𝐃𝐨𝐧𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐮𝐫𝐨 𝐀𝐥𝐭𝐨 è un progetto nato nel Carcere Femminile di Rebibbia, che usa il teatro come strumento di emancipazione dentro e fuori le  carceri.

Sostieni il loro percorso… vieni a teatro!

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Ramona e Giulietta – Matinée per le scuole

Ramona e Giulietta – Matinée per le scuole

Spettacolo e dibattito su diritti, identità e inclusione

Venerdì 5 dicembre, ore 11.30 – Teatro Spazio Rossellini, Roma

Le Donne del Muro Alto, dirette dalla regista Francesca Tricarico, porteranno in scena in una nuova veste per le scuole l’amore, la rabbia e il coraggio di Ramona e Giulietta: due donne recluse che, nonostante cancelli, sbarre e pregiudizi, trovano la forza di amarsi e di gridare il loro sentimento.

La rappresentazione sarà seguita da un incontro-dibattito, interamente dedicato all3 student3 delle scuole secondarie di primo e di secondo grado all3 quali è riservato lo spettacolo, con la regista e le attrici della compagnia, in cui interverranno inoltre Stefano Anastasia, garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio e Carla Consuelo Fermariello, presidente della Commissione Scuola del Comune di Roma. L’incontro sarà l’occasione per parlare di diritti e di educazione alla legalità, di identità LGBTQIA+, di inclusione sociale e di superamento dello stigma legato alla detenzione, ma anche delle opportunità offerte dal teatro come strumento di espressione, crescita emotiva e libertà.

Lo spettacolo Ramona e Giulietta, scritto e allestito per la prima volta nel 2019 all’interno della Casa Circondariale Femminile di Rebibbia a Roma, è una rivisitazione tragicomica in chiave queer e contemporanea della celebre opera shakespeariana. Una storia di rabbia e di coraggio, tutta al femminile, che porta sulla scena le tensioni, le dinamiche relazionali e i conflitti identitari vissuti da due donne all’interno del carcere, con i suoi tempi, i suoi spazi e le sue privazioni, a cominciare dall’affettività negata. Un pretesto per riflettere su quanto il carcere sia una potente lente d’ingrandimento sulla società e per scardinare ciò che ancora oggi è tabù dentro e fuori le mura carcerarie: l’amore tra due donne. Alcune delle attrici che, da donne libere, interpretano oggi Ramona e Giulietta sono le stesse che diedero vita allo spettacolo in carcere.

“Il carcere, lente di ingrandimento della società e delle sue contraddizioni, diventa per noi punto di partenza per analizzare anche i linguaggi artistici: qui, dove tutto è amplificato, l’espressione diventa resistenza e l’arte si fa veicolo di libertà“, racconta Francesca Tricarico. “Le arti performative possono raccontare corpi e storie non conformi, creando narrazioni alternative ai modelli dominanti, valorizzando il teatro e il cinema come strumenti di espressione e consapevolezza per soggettività spesso invisibilizzate, e come veicolo di integrazione, dialogo e libertà”.

Lo spettacolo, prodotto da Per Ananke ETS con il sostegno di Connecting Spheres, è interpretato da Le Donne del Muro Alto Bruna Arceri, Chiara Ferri, Betty Guevara, Giulia Massimini, Daniela Savu; le musiche sono di Gerardo Casiello e i costumi di Marina Sciarelli.

La matinée del 5 dicembre è sostenuta inoltre dal Comune di Roma, Regione Lazio e ATCL.

“Connecting Spheres: strengthening CSOs and networks to protect GBV survivors in all their diversity” è finanziato dall’Unione europea. I punti di vista e le opinioni espresse sono esclusivamente dell’autor3 e non riflettono necessariamente quelli dell’Unione europea o della Commissione europea, Direzione generale giustizia e consumatori. Né l’Unione europea, né la DG JUST possono essere ritenuti responsabili.

Teatro Spazio Rossellini – Via della Vasca Navale, 58, Roma

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Le Donne del Muro Alto premiate in Campidoglio

Le Donne del Muro Alto premiate in Campidoglio

Riconoscimento per l’impegno negli istituti penitenziari

Il 26 novembre 2025 in Campidoglio è arrivato un nuovo premio per Le Donne del Muro Alto: un riconoscimento per l’impegno negli istituti penitenziari di Roma. Un segnale importante che ci ricorda che il carcere è parte della città, del Comune di Roma e che il nostro teatro è uno dei teatri della città.

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Le Donne del Muro Alto alla Festa del Cinema di Roma 2025

Le Donne del Muro Alto alla Festa del Cinema di Roma 2025

Voci LGBTQIA+ tra carcere, teatro e cinema, con testimonianze ed estratti di Ramona e Giulietta

Al MAXXI il 20 ottobre alle ore 16.00 per raccontare i linguaggi nei luoghi ristretti e le potenzialità di cinema e teatro di veicolare dialogo e libertà.

Un incontro-spettacolo – nel solco del dialogo tra arte, diritti e inclusione sociale che da oltre dieci anni l’associazione Per Ananke e la regista Francesca Tricarico portano avanti con il progetto Le Donne del Muro Alto dentro e fuori dal carcere – che alternerà racconto e performance, per offrire al pubblico una prospettiva inedita sulla relazione tra arte e inclusione. Con particolare attenzione ai linguaggi che emergono nei luoghi ristretti, come il carcere, dove l’espressione artistica diventa atto di resistenza e strumento di trasformazione.

Tra i partecipanti Maria Grazia Cucinotta, Simona Cocozza , Lilith Primavera e il Circolo di cultura omossessuale Mario Mieli.

“Esploreremo insieme come teatro e cinema possano essere strumenti di inclusione e consapevolezza. Il carcere, lente di ingrandimento della società e delle sue contraddizioni, diventa per noi punto di partenza per analizzare anche i linguaggi artistici: qui, dove tutto è amplificato, l’espressione diventa resistenza e l’arte si fa veicolo di libertà”, racconta Francesca Tricarico.

“Partiremo da una riflessione su come le esperienze detentive influenzino la scrittura scenica, la rappresentazione del sé e delle relazioni, per cercare di mettere a fuoco il modo in cui le arti performative possono raccontare corpi e storie non conformi, creando narrazioni alternative ai modelli dominanti”, prosegue Tricarico, animatrice di tutte le iniziative delle Donne del Muro Alto.

Al centro dell’appuntamento, la presentazione di estratti da Ramona e Giulietta, produzione originale della compagnia Le Donne del Muro Alto che reinterpreta in chiave queer e contemporanea il dramma shakespeariano. Lo spettacolo porta sulla scena le tensioni, le dinamiche relazionali e i conflitti identitari vissuti da due donne all’interno del carcere, restituendo una narrazione inedita che intreccia teatro, questioni di genere e riflessione sui luoghi di detenzione. Si ringrazia per il sostegno Connecting Spheres.

Lo spettacolo sarà accompagnato da momenti di testimonianza diretta delle attrici, ex detenute e artiste professioniste e della regista, che aggiunge: “l’intenzione è quella di aprire uno spazio di confronto autentico tra pubblico, artistə e società civile, valorizzando il teatro e il cinema come strumenti di espressione e consapevolezza per soggettività spesso invisibilizzate, e come veicolo di integrazione, dialogo e libertà”.

Finanziato dall’Unione europea. I punti di vista e le opinioni espresse sono esclusivamente dell’autor3 e non riflettono necessariamente quelli dell’Unione europea o della Commissione europea, Direzione generale giustizia e consumatori. Né l’Unione europea, né la DG JUST possono essere ritenuti responsabili.

Ingresso gratuito – MAXXI, via Guido Reni 4A, Roma.

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Premio Internazionale De Sanctis per i diritti umani 2025

Premio Internazionale De Sanctis per i diritti umani 2025

Riconoscimento a Francesca Tricarico per il progetto Le Donne del Muro Alto

Francesca Tricarico ha ricevuto dalla Fondazione De Sanctis il Premio Internazionale per i diritti umani 2025, lunedì 8 settembre 2025 nell’Aula Magna della Corte di Cassazione. Un riconoscimento per il suo lavoro teatrale nelle carceri e fuori grazie al progetto Le Donne del Muro Alto.

Questo premio non è solo un riconoscimento: è la conferma del valore del progetto Le Donne del Muro Alto, esempio concreto di come l’arte possa essere strumento di affermazione dei diritti umani e di trasformazione sociale.

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Bisbetica domata, ma non troppo – Studio 1

Bisbetica domata, ma non troppo – Studio 1

In scena il 16 maggio nel teatro della Casa Circondariale Femminile di Roma Rebibbia,

il nuovo spettacolo delle attrici detenute della compagnia Le Donne del Muro Alto

Bisbetica domata, ma non troppo – Studio 1

Venerdì 16 maggio, nel teatro della Casa Circondariale Femminile di Roma Rebibbia, le detenute della compagnia Le Donne del Muro Alto, diretta da Francesca Tricarico, porteranno in scena il loro nuovo spettacolo, frutto degli ultimi mesi di laboratorio in carcere: Bisbetica domata, ma non troppo, studio 1. La rappresentazione è destinata alla popolazione detenuta dell’istituto.

“Più siamo andate avanti con il lavoro, più sono aumentate le sfide. La prima è stata la necessità da parte delle attrici detenute di Rebibbia di portare in scena un testo che permettesse loro di parlare di violenza domestica. Poi si sono presentate la paura di attraversare quel tema e la necessità di scegliere le parole giuste per non essere fraintese, raccontare per ricordare che non si può e non si deve tacere”, dice la regista Francesca Tricarico.

Il testo è un libero adattamento della Bisbetica domata di Shakespeare, scritto dalla regista insieme alle attrici detenute per affrontare i temi della violenza domestica, dello stigma sociale, dei pericoli del potere. Questa Bisbetica Domata, ma non troppo è la quarta versione di un copione da riadattare di volta in volta in tempi record, per ridurre i personaggi in scena e riassegnare le parti per via dell’uscita dal carcere di ben quattro attrici.

I costumi di scena, anch’essi rivisti e riadattati in tempi strettissimi a causa delle numerose uscite, sono il frutto del laboratorio di sartoria teatrale, condotto a Rebibbia Femminile da Marina Sciarelli per l’associazione Per Ananke – Ente del terzo settore.

Lo spettacolo è stato prodotto grazie al sostegno dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese e delle Officine di Teatro Sociale della Regione Lazio

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Olympe va in scena alla Corte di Cassazione

Olympe va in scena alla Corte di Cassazione

Martedì 1° aprile 2025 – Le Donne del Muro Alto portano lo spettacolo Olympe nell’Aula Magna della Corte di Cassazione, ospiti del Comitato Pari Opportunità della Corte Suprema.

Non è un pesce d’aprile. Le Donne del Muro Alto vanno in scena nell’aula magna della Corte di Cassazione martedì 1° aprile, con lo spettacolo Olympe. La compagnia di attrici ex detenute guidata da Francesca Tricarico sarà ospite del Comitato Pari Opportunità della Corte suprema di Cassazione per una giornata di dibattito dedicata, in particolare, al comma 3 dell’articolo 27 della Costituzione. “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.

Un’occasione di confronto unica, nella sede del Palazzo di Giustizia, tra chi ha il compito di assicurare la certezza nell’interpretazione della legge e chi ha scontato o sconta misure detentive, sulla valenza della “rieducazione del condannato” e la sua effettiva attuazione nelle carceri italiane. Ma anche sul ruolo del teatro e sulle possibilità che apre all’interno e all’esterno del carcere, grazie a testimonianze dirette. L’esperienza delle attrici ex-detenute delle Donne del Muro Alto offre la possibilità di approfondire i temi del reinserimento post-detenzione e dello stigma sociale e di seguire il filo rosso che unisce l’esperienza detentiva alla vita fuori. Di raccontare anche la condizione detentiva femminile.

“Ringrazio chi ci ha invitato e dato la possibilità di portare Olympe, il nostro ultimo spettacolo, in questa sede – afferma Francesca Tricarico, regista e ideatrice del progetto Donne del Muro AltoQui risuonano con ancora maggiore forza le parole di giustizia e uguaglianza, pronunciate da Olympe de Gouges durante la Rivoluzione francese che si intrecciano con quelle delle nostre attrici, ex detenute del sistema penitenziario moderno. Lo spettacolo ripercorre gli ultimi mesi di vita di Olympe de Gouges, che si concludono con un processo sommario e una condanna alla ghigliottina alla fine del 700, ma sono molti i richiami all’attualità che rendono questa storia purtroppo ancora oggi vicina a noi”.

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OLYMPE – Allo Spazio Rossellini prove aperte e incontro per le scuole con le attrici ex detenute de Le Donne del Muro Alto

OLYMPE

Allo Spazio Rossellini prove aperte e incontro per le scuole con le attrici ex detenute delle Donne del Muro Alto

Mercoledì 5 febbraio 2025, lo Spazio Rossellini di Roma ospita due appuntamenti successivi, alle 10.00 e alle 12.00, dedicati alle scuole. Sarà una matinée con prove aperte dello spettacolo Olympe, interamente dedicata alla comunità scolastica e all’incontro tra gli studenti e le attrici ex detenute della compagnia delle Donne del Muro Alto diretta da Francesca Tricarico. Un’occasione per parlare di giustizia, legalità e diritti civili ma anche di bullismo, gestione della rabbia e stigma sociale, attraverso l’esperienza e il vissuto di ognuno.

Il progetto Le Donne del Muro Alto si concentra sull’inclusione lavorativa e sociale delle donne detenute ed ex detenute, utilizzando il teatro come strumento di emancipazione. Le attrici, che hanno vissuto un’esperienza detentiva e vissuto lo stigma legato alla detenzione, racconteranno la loro esperienza diretta, mostrando come l’arte teatrale abbia avuto un ruolo fondamentale nel loro percorso di crescita. Gli incontri non si limiteranno al tema della legalità, ma offriranno anche spunti di riflessione sulla Costituzione, come valore fondante del nostro vivere insieme. Un’opportunità unica per i giovani di confrontarsi con temi cruciali.

Lo spettacolo Olympe, scritto e diretto da Francesca Tricarico, nasce da un primo studio fatto nel 2015 all’interno del carcere Femminile di Rebibbia. È la storia degli ultimi giorni in carcere di Olympe de Gouges (1748 – 1793), paladina dei diritti delle donne, ma anche dei neri, degli orfani, degli anziani, dei disoccupati, dei poveri, durante la Rivoluzione francese, e del suo processo conclusosi con la ghigliottina.

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Amedeo, che ti ricordi?

Amedeo, che ti ricordi?

Drammaturgia e regia di Francesca Tricarico e Daniele Tagliaferri

Questo lavoro è esito del laboratorio con un gruppo di attori detenuti della Casa Circondariale Regina Coeli. È il primo lavoro della compagnia degli Uomini del Muro Alto: un nuovo giro di boa.

Con gli attori detenuti della Casa Circondariale Regina Coeli: Dalibor S., Fahran B., Yuri R., Massimo P., Mauro N., Paolo P., Roberto I., Stefano M., Stefano N.

Un progetto sostenuto dalla Regione Lazio nell’ambito degli interventi previsti dalla legge regionale 8 giugno 2007, n. 7 avente ad oggetto “𝐼𝑛𝑡𝑒𝑟𝑣𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑎 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑒𝑔𝑛𝑜 𝑑𝑒𝑖 𝑑𝑖𝑟𝑖𝑡𝑡𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑜𝑝𝑜𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑡𝑒𝑛𝑢𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑔𝑖𝑜𝑛𝑒 𝐿𝑎𝑧𝑖𝑜”.